NORMA E PULSIONE

Nel proporre inattesi confronti della psicoanalisi con il diritto, Sic aveva già dissepolto, a suo tempo, un quasi sconosciuto Kelsen attento alla psicoanalisi.

Sulla medesima tortuosa strada, è stata poi incontrata questa opera di Albert Armin Ehrenzweig, Psychoanalytic Jurisprudence del 1971.

Per iniziare a darle un rilievo, presceglieremo, come già in un’occasione precedente, un mezzo di contrasto, e precisamente un esempio di come non si deve fare per procedere al confronto. Tale esempio rappresenta assai bene e largamente il più comune atteggiamento di fondo in questa materia.

Nel 1936 uno degli psicoanalisti più autorevoli dell’epoca, Robert Wälder, in occasione dell’80° anniversario di Freud, scrive, sulla Revue Internationale de la Théorie du Droit, un articolo intitolato: «L’importanza dell’opera di Sigmund Freud per le scienze sociali e giuridiche». In tale articolo viene tracciato quello che ai giorni nostri si chiamerebbe un programma di ricerca, illustrato non solo positivamente ma anche negativamente, o meglio secondo ciò che a giudizio dell’Autore non è – o: non deve essere? – l’importanza dell’opera di Freud in rapporto alle scienze sociali e, per quel che più qui ci interessa, in rapporto alle scienze giuridiche. Egli scrive: «Dalla circostanza che la psicoanalisi è una scienza di fatti, risulta che nel campo delle scienze giuridiche essa può contribuire solo a una parte della problematica. I risultati non hanno evidentemente (sic!) nessuna applicazione circa la questione della validità o desiderabilità di una norma o per l’assegnazione di un singolo caso all’ambito di validità di una norma» (il corsivo è mio).

La lettura dell’insieme dell’articolo non fa che confermare l’estensione di questa asserzione sul piano generale e appunto programmatico: si tratta dell’asserzione, accompagnata dalla proibizione di un diverso pensiero, che la psicoanalisi verte legittimamente sulla psicologia e sulla sociologia della cosiddetta «vita» del diritto, ma non sul tema, e problema, della validità normativa come tale, o, se si vuole, sui temi e problemi tradizionalmente assegnati alla filosofia del diritto o alla «giurisprudenza» nel senso assegnato a questo termine da Ehrenzweig. Già suggerivo di considerare questo articolo di Wälder come una «bolla», il cui giudizio pratico si può riassumere nella formula: Noli tangere – anziché matrem – la validità normativa.   …

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Prefazione a Albert A. Ehrenzweig, “Giurisprudenza” psicoanalitica. Da Platone a Freud e oltre, collana I campi magnetici 21 SIC / Materiali per la psicoanalisi 4, La Salamandra, Milano 1982


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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