OGNI UOMO HA IL SUO PREZZO

Sembra una frase da corruttori e corrotti, oppure da prostitute, ma per l’esattezza è la frase del mercenario, che dal punto di vista numerico rappresenta maggioritariamente il lavoratore salariato, appunto un mercenario:
per il mercenario – soldato di libero mercato, salariato (per definizione di libero mercato) o prostituta (per definizione di libero mercato) – la merce è un’astrazione benché roba sua, perché ha solo valore di scambio, e ha valore d’uso solo per l’acquirente non per lui o lei:
infatti chiunque potrebbe logicamente sostenere che una navigata prostituta è, dal punto di vista del valore d’uso, una candida verginella o un giglio in senso botanico.

Specialmente nei nostri anni
– in cui si è purificata l’oscena verità che il salario paga giusto-giusto il fabbisogno avaro per la sopravvivenza materiale –,
il valore medio di un uomo è mille euro.

C’è corruzione e corruzione, una è quella morale [1], consistente nel lasciar credere che il salario compensa quantunque poco:
c’è qualcosa di ciò che dico nei Vangeli (vedi undicesima ora), ma qualsiasi sindacalista direbbe che Gesù è antisindacale.

Prendo la proposizione “Ogni uomo ha il suo prezzo” come vera, e i mille euro come una ma non l’unica sua versione:
un’altra è quella del ricco, il cui reddito non solo non si esaurisce nel pagare il fabbisogno, ma ha in partenza un’altra destinazione (il vero ricco non ha il problema del risparmio).

Quale è la chance del salariato?, e non parlo degli spiccioli di un welfare peraltro sempre più pallido:
quella del ricco.

_____________

[1] Quand’ero bambino i soldi che si davano ai bambini erano detti “mancia”, ossia un supplemento non dovuto, ma più tardi, poiché la civiltà consiste nel diventare più per-bene, si è detto “paghetta” cioè l’idea di un dovuto:
le vie della corruzione spirituale sono infinite, e passano per la lingua (incrementando la zizzania del “Simbolico”, e mi si conferma l’osservazione di essere l’unico ad avere scoperto il “Simbolico” lacaniano).

venerdì 2 marzo 2012

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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