PADRE: DAL “TU” MISTICO AL “LEI” PERSONALE

SABATO DOMENICA 24-25 APRILE 2010
in anno 153 post Freud amicum natum

 

 

La mia interlocutrice mi ha esposto quanto segue, qualificandolo come lapsus:
trovatasi a recitare mentalmente il “Padre Nostro”, si è poi accorta di porne in atto spontaneamente una variante raggiunta con pensiero non riflessivo (non autoreferenziale, comunemente detto “coscienza”):
la variante era consistita nella sostituzione della terza persona alla seconda, “lei” invece di “tu”, “suo” invece di “tuo”:
la qualifico subito come un evento del pensiero, che Freud chiamava “psychisches Geschen.

… Gli antichi romani non avevano bisogno di trasferire questa variazione giuridica in variante grammaticale, perché nell’unico “tu” trovavano condensazione la seconda e terza persona:
terza persona significa che l’appello a essa non trova fondamento sulla conoscenza intima o in presupposti privati, su un tu-a-tu ineffabile, bensì sulla forma della relazione:
nei casi più estremi, per non dire ignobili, di tu-a-tu è osservabile che c’è stato passaggio al “tu” come derivato dell’uccisione della forma, fino all’indiscrezione verso l’altro e alla persecuzione di esso in “nome” di delirati “diritti” acquisiti:
ho già illustrato nella nota parabola detta del “figlio prodigo” (cattiva traduzione), l’alto grado di formalità che la regge di parte in parte, fino alla conclusione che vede il figlio nominato Presidente del CdA, in altri termini padre e figlio si danno del “lei”:
la freudiana “uccisione del padre” è uccisione della forma.

Il mio contributo alla mia interlocutrice è stato di osservare che non era un lapsus, che la sua frase era passata, nel suo linguaggio o meglio agire linguistico-giuridico, a un nuovo regime:
era passata dalla mistica del “tu” ineffabile, privo di personalità, in cui “Padre” è un puro “significante” privo di significato o concetto, al concetto di un termine correlato (relazione) secondo una forma giuridica, come tale azionabile e praticabile in persona titolare:
solo la forma è personale ed effettiva  ossia interessata alla sostanza, in-formi e de-formi sono soltanto i poveri.

Ma esiste, cioè è formulabile, un concetto o significato di “Padre”?:
e qui so di rispondere a J. Lacan.

Sì, uno e uno solo:
“Padre” non è il nome di un ente personale (il papà, magari metaforicamente ingigantito o innalzato al Cielo), con tutta la robaccia attributiva che è la vergogna della Psicologia (“ruolo paterno”, generalmente ossessivo, associato alla robaccia del “ruolo materno”), bensì il nome (tradizionale, sia pure) di una proprietà o un predicato:
quello implicito al concetto (tradizionale, sia pure) di fonte di eredità:
eredità (tradizionale, sia pure) significa passaggio formale al possesso legittimo (non rapinoso), di un bene non già dato in natura né dabile come dono, dunque con qualche produzione del bene come profitto.

Abbiamo qui occasione per un progresso concettuale che rispetta la tradizione giuridico-linguistica senza subirla:
definita l’eredità come un tale passaggio, “Padre” può non designare più l’antecedente fattuale del passaggio (salvo casi particolari conformi alla tradizione), bensì in generale il predicato (lessicalmente fungibile) di ogni fonte o partner di un rapporto produttivo di profitto come bene non già dato in natura e legittimamente possedibile:
anni fa leggevo la pagina di un economista che cercava di staccare il concetto di eredità dalla sua subordinazione alla tradizione.

Un tale partner-“Padre” è terzo giuridicamente – una terzietà rappresentabile anche grammaticalmente, “lei”, “suo” – nella terna 1. possidente o titolare 2. bene posseduto 3. fonte o partner, una terna non chiusa a 4. altri partner.

Nel suo più-che-lapsus la mia corrispondente ha rotto con il “tu” mistico-estatico, fissazione paralizzante e potenzialmente pericolosa, per parlare al “Padre” (predicato) che è ogni partner che tale sia.

La vecchia e già falsa idea del padre che “dà la vita” o peggio la “dona” (assurdamente falso in assenza di ricevente già esistente), e fonte di dono (con implicito passaggio sarcastico a Babbo Natale), si ritrova nell’idealizzazione delirante del Padre ideale, che fa del padre quello che la potrebbe anche togliere:
in questo delirio non stupisce il parricidio reale, perché l’a-tu-per-tu diventa facilmente o-tu-o-io (vedi mito greco):
parricidio reale susseguente a quello formale.

Aveva ragione J. Lacan a dire che il tu radicalizzato porta a tu-er, uccidere, proprio come l’enamoration è haine-amoration:
come analista mi è capitato che ci si innamorasse di me, e che si tentasse di darmi del tu:
non c’era alcun “transfert” o trasporto, eccetto che al cimitero.

Il senso o meta, o conclusione, dell’episodio biblico del sacrificio di Isacco da parte di Abramo non è quello dell’obbedienza al comando divino di togliere la vita del figlio, bensì quello della proibizione di farlo decretata a un “padre” tanto sciagurato da pensare di poterla togliere.

Chi lo desideri ha qui l’occasione di ritessere l’asserzione paterna di Gesù, che si è semplicemente preso la responsabilità di asserire che questo concetto di fonte ha esistenza anche in una persona:
quando ho consigliato a tutti i credenti e non credenti di recitare il “Padre Nostro”, non presupponevo il “Credo” di Nicea.

E già che ci siamo, osserviamo che nella Trinità hanno l’intelligenza di essere in tre, ossia una relazione in cui non c’è a-tu-per-tu, innamoramento, ognuno è “lei” per gli altri:
e quando Dante nella sua geometria trinitaria ha cercato di forzare il modello duale dell’innamoramento (“iri-da-iri” come “tu-a-tu”), è caduto nella ridicolaggine logica di disegnarli necessariamente strabici.

Download

Pubblicato su www.giacomocontri.it


Download

File Dimensione del file
pdf 100424TH_GBC3 303 KB

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Copyright © 2021 Giacomo B. Contri - C.F. CNTGMB41S04E379X
Copyright - Contatti - Tutela della Privacy - Cookie Policy


Credits


Data di pubblicazione: 05/06/2016



Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Contatore utenti connessi