PER MODO DI DIRE

Tutti possono annotare, carta-e-matita, la frequenza della replica:
“Era solo un modo di dire!”.

Ecco il passaggio alla verità:
il modo di dire la cosa, e la cosa, sono la stessa cosa, la stessa res ossia reale:
c’è chi fa il passaggio e chi no, tutto qui.

Il passaggio non dipende dagli studi:
detto molto mondanamente, non ci sono studi di psicologia.

La distinzione che ho fatto mia tra la realtà e il reale (da J. Lacan, ma a modo mio), risulta dopo questo passaggio.

Prima del passaggio si tratta, ancor prima del delitto, di infantilismo (prima o poi i due si associano):
non quello dei bambini, che non sono affatto infantili (quando lo sono è perché lo subiscono da noi), ma quello degli adulti che per la precisione è adol-essenzialismo, che separa modo e cosa:
è l’essenzialismo adolescenziale a volere la cosa identica indipendentemente dal modo:
la parola “modo” ha anzi è lo stesso rilievo che in “modo di produzione”.

Lo mostro con un’evidenza anzi un truismo sotto gli occhi di tutti:
il nostro corpo non è affatto lo stesso indipendentemente dal modo.

La psicoanalisi è applicazione di un modo (di produzione della cosa).

Il modo riguarda la verità:
a suo tempo J. Lacan prediceva “il mercato mondiale della menzogna”:
stava e sto descrivendo il nostro mondo, e questo è il mo(n)do della realtà.

Conosco persone (non tutte disoneste) che mi rispondono di non vedere perché io me la prendo a cuore:
riconoscono che in effetti le cose stanno proprio così (a volte aggiungendo che si tratta di conviverci), e che basta non essere ingenui:
ma io insisto a non essere ingenuo nell’avere almeno come paragone l’in-nocenza, parente della verità.

PS

Affido a un Poscritto il memo, non semplice ripetizione, di ciò che non faccio che proporre:
c’è un modo che consiste nel nominare-descrivere i fenomeni umani secondo gli effetti di bene-ficio o male-ficio, profitto o danno, di atti:
ossia il modo dell’imputazione o giudizio imputativo, modo giuridico in cui ognuno può esercitarsi competentemente, solo che lo pensi:
non c’è verità che di una imputazione:
in questo modo, la verità è alla portata di tutte le lingue e di tutte le borse.

Si può osservare la coppia lingua-borsa anche con la B maiuscola:
sto cercando di occuparmi della lingua della Borsa come modo di dire.

Milano, 07 dicembre 2009

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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