PRECARI: A CHE SANTI VOTARSI

L’umorismo nero è pregevole a piccole e misurate dosi, pena la sua confusione con melanconia e maniacalità (vedi ieri e sabato-domenica).

Quel J. Swift del “Gulliver” alla cui critica non ho risparmiato la mia critica, ha anche saputo fare un insuperato umorismo nero sui bambini, in:
A modest proposal, Una modesta proposta affinché i bambini dei poveri non siano di peso ai loro genitori, e siano di beneficio al paese”, 1729”:
ci sono tanti bambini tra Inghilterra e Irlanda, scrive, e la maggior parte di essi, in una società di miseria di massa, sono di peso ai genitori e alla società, oltre a vivere male essi stessi:
tanto vale mangiarseli con beneficio per tutti:
“Un Americano mi ha assicurato che un bambino […] è il cibo più delizioso, sano e nutriente che si possa trovare, sia in umido,sia arrosto, al forno o lessato”.

I precari pregano male,
– la loro preghiera è quella dei numeri verdi il cui motto è: “Chiamate chiamate, nessuno risponderà” -,
e si lamentano troppo, troppo inutilmente:
il breve testo di Swift (due pagine) dovrebbe venire volantinato tra di loro affinché lo meditino, come una modesta proposta per il loro destino alimentare, quale?, o attivo o passivo.

Marx non ha lavorato per i poveri, ma per cavare sangue dalla loro rapa (ho già scritto in proposito):
l’omicidio intellettuale-morale di Marx è l’unica definizione possibile di “Sinistra”:
nella metà degli anni ’70 tutto è stato fatto per la cancellazione del nome di Marx dai monumenti della storia comunista:
è stato cancellato un pensiero e forte pensiero, discutibile cioè degno di discussione come lo è un pensiero (la patologia non si lascia discutere), conservando solo la sua sistematizzazione cioè il peggio:
la Destra è di risulta:
Marx manderebbe al diavolo tutta la Sinistra senza aspettare che il compagno Stalin la mandi al gulag (come ha fatto a suo tempo):
nessuno è più terrorizzato da Stalin che la Sinistra.

Per la mia critica (freudiana) alla storia del Comunismo rinvio a quanto già scritto, che sarà presto arricchito.

L’umiliazione dei precari – persone non prive di esperienza intellettuale e lavorativa – inizia dall’umiliazione ontologica cui sono sottoposti i bambini:
un povero è un povero come un bambino è un bambino.

Non si domanda-prega prima dell’offerta.

Segnalo che l’incipit di questa “Proposta”di Swift è
It is a melancholy object…”.

martedì 23 febbraio 2010

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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