PRECLUSIONE DEL NOME DEL PADRE

La preclusione (in francese forclusion) è il fatto che, se l’Università ha fissato al 31 ottobre l’ultimo giorno valido per iscriversi, allo spirare di tale giorno uno sarà fuori (come si dice “essere fuori di testa”, e infatti non si sa dove l’aspirante-universitario metterà la testa nell’anno successivo):
Lacan ha definito la psicosi, cioè l’essere fuori di testa, come lo stato di pensiero che si realizza, anzi de-realizza, allo spirare del termine ultimo per realizzare (nel pensiero) il “Nome del Padre”:
ma che significa?

Riferisco un sogno in cui la sognatrice, cioè pensante, si riconoscerà:
si trova accanto a un letto in cui giace una salma che crede essere quella del proprio padre, ma essa è ricoperta interamente da un lenzuolo, inoltre è più lunga di quella del padre anagrafico;
dice anche di avere pensato a una mummia, che è un antecedente conservato come un faraone o un manoscritto.

Ho subito commentato che J. Lacan sarebbe stato soddisfatto da questo sogno-pensiero che, in assenza di padre anagrafico biografico fotografico, altro non è che il pensiero del  nome “Padre”.

Dunque nella sognatrice non ce n’è preclusione:
bene per lei, mentre conosco altri che ci sono in pieno.

Ma che pensiero è?:
qui la tradizione linguistica (“padre”) non ci soccorre, fino al ridicolo della Psicologia corrente che lo sistema nella palude psico-ontologica “papà-mamma”, in cui non c’è alcun Padre se non ideale (il peggio), oltre ad esservi affogata la differenza uomo-donna insieme a papà e mamma:
se romanisticamente (cioè ancora tradizionalmente) pensassimo il padre come fonte dell’eredità, non avremmo neppure più bisogno della parola “padre”, dato che si può ereditare da una donna-madre come da un uomo-padre, così come si può ereditare da un(a) single e perfino da un bambino.

Il nome “Padre” – rinunciando all’inutile battaglia per una riforma lessicale per cui “donna” cessi di significare non-padre, un non-P rispetto a P –, significa il pensiero o concetto giuridico-economico di acquisizione legittima, o principio di piacere comune avente come sede il pensiero individuale:
è il nome di un comunismo che i comunisti non hanno mai sognato.

PS

Entro questo pensiero, “complesso edipico” significa soltanto che la naturale differenza sessuale non è più natura ma è acquisita al principio di piacere o legislazione “paterna”, partendo da padre e madre come navi-scuola della differenza:
ma padri e madri navigano malissimo (hanno poco “Padre”), e il suddetto complesso lo incontriamo solo nelle sue macerie:
lo osservava Freud per primo, e del resto la Famiglia Edipo era un disastro (se la cavava un po’ solo Ismene come brava ragazza di buon senso).

venerdì 1 febbraio 2013

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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