PRIMA DEI CORPI CADONO LE TESTE

Bin Laden vince imponendo a tutti il fanatismo. Il pensiero è il vero obiettivo del terrorismo

 

Il Terrorismo è il nemico del pensiero. Cerca il panico (“Pan”). Siamo dunque in un mondo di opposti Terrorismi, come anni fa parlavamo di opposti estremismi. Il “villaggio” è davvero globale. Che orrore e terrore questa parola “villaggio”! Il terrorismo è la prova definitiva che l’orrore villageois esiste davvero: anche se non c’è da essergli grati. Prima dei corpi cadono le teste. Senza questo non ci sarebbe stata la Prima guerra mondiale, o l’ “inutile strage” di Benedetto XV con il suo umorismo triste: significa “strage idiota”; né la seconda. Il terrorismo è de-mente. I nostri intelletti strillano di fronte al rumore, ma sono impotenti a cogliere la demenza muta. Per questo sostengo che lo psicoanalista non è un guastafeste ma un guastatragedie.

Il disagio della civiltà

Il terrorismo come attentato al pensiero non è di oggi. Ed è bipartisan, “disagio della civiltà” su ogni versante, come lo chiamava Freud. Bin Laden è dei “nostri”: neanche a lui piacerebbe riconoscere questa verità, ma è così. L’interessante è che questa verità sarebbe la sua fine, se palesata. Non si tratta di conflitto tra civiltà al plurale, ma di conflitto di civiltà al singolare, unico per tutti in tutti i tempi e luoghi. La stessa psicologia novecentesca che nega la distinzione dell’angoscia dalla paura (angoscia: segnale del pensiero in contraddizione) collude insospettatamente con il terrorismo. Lo psicologo nega teoricamente l’angoscia, il terrorista la seda praticamente (prendendo quello di sorpresa per una drasticità che non si aspettava, nella sua presunzione di democrazia, tolleranza e scienza: dopotutto, il suo “stress” lascia tempo per lo stress del giorno dopo, mentre qui lo stress è finale anzi esiziale). Sono colleghi sui due versanti opposti ma speculari della “vivenza”: la sopravvivenza e la sottovivenza. Il terrorista è solo più drastico, economizza sul tempo, accelera, ha fretta (come la “fretta americana” su cui Freud ironizzava a proposito delle psicoterapie brevi), chiude con l’angoscia. Come Bin Laden il terrorista gioca in casa. Più che un fondamentalista è un radicale: va alla radice anche dei fondamenti.  …

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Pubblicato su VITA Magazine
il 3 agosto 2005


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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