AMORE IMPUTABILITÀ TECNICA

Corso 2007/2008
AMORE IMPUTABILITÀ TECNICA

 

Inizio da un appello alla Nazione. Non faccio lo spiritoso, è solo per dire che se mi rivolgo anzitutto ai presenti non è ai soli presenti che mi rivolgo. Ogni appello, foss’anche la frase più confidente e riservata che ho potuto scambiare ieri o che potrò scambiare più tardi con una persona a me prossima, oppure le frasi che ricevo da analista dietro il divano, sono tutte buone se e solo se – sto facendo iperlogica – potessero essere udite da tutti, dalla Nazione.

Una volta si parlava tanto dell’esame di coscienza. Questo è l’unico esame di coscienza che sia da fare: se ciò che ho appena detto alla persona cui in questo momento sto pensando è cosa valida e buona (unisco i due aggettivi), lo sarà stata (futuro anteriore) se poteva essere detta urbi et orbi. Sapete che è il papa a poter parlare urbi et orbi: solo nella posizione di papa si realizza l’amore. Quindi: papatevi.

Sto cominciando come mi viene. Ho già usato molte volte il gioco di parole l’individuo è la san(t)a sede del pensiero». La prima volta che l’ho detto era a proposito del diritto. Solo dalla san(t)a sede si può incominciare ad avvalorare questa parola, amore. …

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Pronunciato il 20 ottobre 2007
Trascrizione a cura di Sara Giammattei
Revisione di Glauco Maria Genga

Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016