IL LAICO

Simposi 2012/2013
IL LAICO
E L’ORRORE PER UNA VITA INDIVIDUALE

 

C’è qualche novità per cui vi invito a serrarvi, a non lasciare sedie vuote. C’è un motivo di questo per cui vi prego di alzarvi e di occupare le sedie davanti.
Ora do inizio al nostro lavoro.
Fra le novità, in questo caso visibili, avrei persino voluto che ci fosse un tavolo lungo con tutti intorno. Vedremo per un’altra volta. Nulla a che vedere in questo caso con la democrazia – viva la democrazia, naturalmente –, ma piuttosto con il pensiero e anche con l’immagine di un atelier, una fabbrica.
La Società Amici del pensiero vuol anche dire un lavoro che ho sempre paragonato al lavoro operaio. Forse sarebbe piaciuto a Max Weber nel suo articolo sul lavoro intellettuale, sulla professione intellettuale, avere un’idea del lavoro intellettuale come operaio. Operaio significa un lavoro produttivo che tende al profitto. Noi non siamo kantiani, lavoriamo per la produzione e per il profitto, ed è questa la morale. Non si tratta di far piombare dal cielo sul lavoro, sulla produzione e sul profitto una morale che lo riempia. È la ricchezza la moralità. Possiamo quindi misurare quanta immoralità abbiamo nel nostro mondo e giustamente è stato osservato che è appropriato parlare di povertà psichica, miseria psichica, sinonimo, come diciamo da anni, di miseria intellettuale. Basta con lo spezzettamento – si dice Divide et impera – fra psiche, anima, intelletto, spirito. C’è solo il pensiero o i diversi nomi di esso.
L’operaio lavora sulla materia prima. Una materia prima è una materia sensibile, variamente sensibile – noi siamo nel mondo dell’informatica che non manca del sensibile –, dove l’aggettivo “prima” connesso a materia significa che già un lavoro vi è stato investito, affinché questa materia prima sia suscettibile di un ulteriore lavoro produttivo. Questo è ciò che fa l’operaio.
In questo anno – il primo in cui abbiamo abbandonato i corsi per questo, che chiamiamo “Simposio” – per ognuno degli incontri abbiamo predisposto di iniziare da una materia prima, che è un testo preparato un mese prima da qualcuno di noi (in questo caso Mariella Contri) e che fa dunque da materia prima per tutti, senza eccezione per nessuno. Dunque, a questo tavolo potranno avvicendarsi tutti coloro, (senza eccezione) che lo vorranno, laddove il verbo “volere” – l’accezione è precisa – dovrebbe coincidere con un “dovere”. Io non ho timore ad usare quando occorre il verbo dovere. Si tratta di sapere quando è pertinente e quando non è pertinente.
La posizione dell’operaio accomuna tutti i soci della Società Amici del pensiero, non c’è nessuna posizione più alta. Io stesso personalmente da anni non mi qualifico che così e peraltro lo mostro quasi quotidianamente.  …

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Pronunciato il 24 novembre 2012
Trascrizione a cura di Sara Giammattei
Revisione di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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