PROLUSIONE

SIMPOSI 2015-2016
CATTEDRA DEL PENSIERO

IL POTERE
CHI
PUÒ

 

 

It’s a long, long way to Tipperary”, conoscete questa canzone? No? È una canzone di guerra dei soldati inglesi durante la prima guerra mondiale.

Comincio, condensando, col dirvi che siamo chiamati a potere, siamo chiamati a potere all’inizio, appena nati.

L’accento è su chiamati, diverso da comandati.

Ho già illustrato questa frase, anche se non ancora pronunciata, osservando che accade così tra l’inizio, il primo momento della vita neonatale, e i due anni di vita.

Ho già detto che il neonato d’uomo diversamente dal gattino è ipodotato, fin qui nessun potere ovviamente.

Il bambino, se lasciato alla sua condizione, da lì a breve muore.

Il gattino è dotatissimo dalla natura, appena nato – ho molti ricordi di nidiate di gattini – immediatamente si avventa sui capezzoli della gatta, si nutre subito, non ha bisogno di nulla, spinte, educazione, imboccamento etc. Il bambino no. Sono cose queste che osservava già un autore del primo Novecento che si chiamava Portmann, ma a mio avviso non si tratta solo di mielinizzazione dei nervi.

Comunque noi partiamo da una ipodotazione naturale: una volta dicevo “felix lacun”’ sulla falsariga della espressione felix culpa; qui non c’è colpa, c’è lacuna, c’è lacuna fisiologica.

Lì per lì ad occuparsi della vita del bambino è la nurse.

Di solito la si chiama madre, ma è un errore: noi non abbiamo madri, noi abbiamo delle nurse e come vorrei che fosse così per tutto il tempo, soprattutto dell’infanzia, ma la cultura ha voluto che avessimo papà e mamma, grave errore; gli psicologi si sono precipitati in questo errore.

No, noi abbiamo una nurse – una volta si diceva la balia –, a cui si affianca un tizio che in un primo tempo non si capisce bene cosa ci stia a fare, comunque si osserva che c’è.

Ho già notato che ad allearsi con me in merito a ciò che sto dicendo su “volesse il cielo che avessimo solo delle nurse o dei nurse”, è il decalogo della Bibbia che nel suo quarto comandamento si guarda bene – lo facevo già osservare molti anni fa – di scrivere: “ama il padre e la madre”, non si sogna nemmeno di farlo, il comandamento è: “onora il padre e la madre”. Oltretutto se a qualcuno viene in mente di dire di onorarli vuol dire che gli è venuto il sospetto che saremmo portati a disonorarli, e tante volte se lo meriterebbero.  …

Leggi tutto


Pronunciato il 14 novembre 2015
Trascrizione a cura di Sara Giammattei
Revisione di Glauco Maria Genga
Testo non rivisto dall’Autore


 

Download

File Dimensione del file
pdf 151114SAP_GBC1 241 KB

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Copyright © 2021 Giacomo B. Contri - C.F. CNTGMB41S04E379X
Copyright - Contatti - Tutela della Privacy - Cookie Policy


Credits


Data di pubblicazione: 05/06/2016



Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Contatore utenti connessi