RAPSUS

Un recente lapsus sul lapsus:
rapsus”,
condensazione democratica di lapsus e raptus.

Il lapsus ha senso e significato, ossia ha io, il raptus non li ha, non ha io, ossia in quanto rapimento sarebbe (se esistesse ma non esiste) una sorta di tsunami dello spirito che fa tutto lui, senza imputabilità:
qualcosa come “Non posso non amarti” cioè lo tsunami detto “innamoramento”, ritenuto non imputabile anche quando ci scappa il morto.

Un lapsus non è mai equivoco, la sua certezza fa concorrenza alla matematica.

Il presente lapsus, esempio di esattezza, non fa eccezione:
esso designa univocamente un desiderio di equivoco (almeno momentaneo).

Quale equivoco?:
che il lapsus sia o almeno possa essere raptus (“o questo o quello …”):
ossia l’intenzione del lapsante,
– non mi vanto del neologismo, che trova senso nel fatto che un lapsus è un atto, che come ogni atto ha un soggetto -,
o anche il suo desiderio del momento è quello di essere lasciato tranquillo, di non venire spinto a concludere sull’asserzione che il lapsus non è raptus e che il raptus non esiste:
l’angoscia gli impedisce di concludere:
il mio cliente mi ha dunque detto “Dr Contri non mi sforzi logicamente!”, dato che poco tempo prima (“Passaggio all’atto e cattiva storia della lingua”, martedì 12 gennaio) scrivevo appunto quanto appena sopra.

Ciò che dico del lapsus vale anche per il sogno, che come un lapsus è un atto (di pensiero) con un soggetto:
il lavoro di “interpretazione” non è affatto ermeneutico bensì, come in “cherchez la femme”, cerca il soggetto fuggitivo dell’atto.

In generale, “inconscio” non significa inconscietà, assenza o deliquio dell’io, rapimento:
che è l’equivoco secondo il quale è stato recepito Freud, come caso particolare dell’equivoco generale della recezione secondo una poco bucolica margherita:
m’ama / non m’ama, amo / non amo, uccido / non uccido, mento / non mento.

Concludere non incontra difficoltà, bensì  inibizione, indifferenza, o ostilità:
i Logici non hanno mai saputo … concluderlo, perché non hanno mai collegato il pensiero e la logica con l’angoscia:
è il collegamento fatto da Freud logico.

giovedì 4 marzo 2010

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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