REVOLUTION

Mi riferisco proprio alla lirica dei Beatles così intitolata, il cui primo brano, poi discusso e rimaneggiato, è di John Lennon nel 1968 [1].

Erano gli anni ormai assirobabilonesi in cui la parola “Rivoluzione” toccava i cuori secondo l’epica tragicomica della confusione entusiastica.

Il testo di Lennon mostra che lui non era confuso in almeno due punti:

1. che “rivoluzione” significa cambiamento della costituzione (You say you’ll change the constitution),

2. che si tratta della costituzione del pensiero o testa o mente (head), benché ciò sia detto in tempi diversi in due versioni differenti ma correlate (a. We all want to change your head, b. We dont love to change our head), ma lascio al lettore di correlarle (suggerisco di fare caso a “love”).

Rinvio ancora una volta alle costituzioni del’uomo vecchio con i suoi quattro presupposti o “idoli” (dominanti in politica, società, economia, scuola, letteratura, spettacolo, canzone), e dell’uomo nuovo.

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[1] É Glauco Genga a introdurmi al testo.

martedì 9 ottobre 2012

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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