SEDUZIONE, SFRUTTAMENTO: VIRTÙ

Sabato u. s. 19 febbraio, ho illustrato [1] “A chi non ha sarà tolto quello che ha” con il sottotitolo esplicativo “Occhio per occhio”, e sono in attesa della trascrizione per la pubblicazione.

In attesa, parlo ora del rio destino delle parole, anzitutto “seduzione” e “sfruttamento”:
magari!, designano virtù poi buttate nella fogna.

La se-duzione è quella di uno che mi dà un passaggio, mi assume, mi porta con sé, non mi lascia disoccupato:
com’è andata che questa parola ha fatto la brutta fine che ha fatto? come in “sedotta e abbandonata”.

Idem per “s-fruttamento”, come si sfrutta un giacimento:
magari uno cavasse da me del sangue come da una rapa
− precisazione: non siamo rape, lo siamo diventati, ed ecco la patologia −:
per esempio lo ha fatto il mio analista, e prima quella certa mia insegnante del ginnasio, e la mia amante che lo è stata proprio per avermi sfruttato, e spero io lei al massimo:
non  come nello sfruttamento della prostituzione che è solo sfruttamento al minimo, economia da strapazzo (è il problema dell’economia).

Né rinuncio a un tocco erotico già accennato a proposito della parola “f..a”:
nata come splendida metafora erotica di un amante per onorare la sua amante – il frutto di fico maturo e aperto -, il giorno dopo è stata data di questa proto-versione la per-versione ingiuriosa e ridicola.

C’è lingua e fogna della lingua, distinzione che J. Lacan ha mancato pur designandola (il “Simbolico” è la fogna, non la lingua).

Illustrando “A chi non ha …” ho fatto osservare che il servo o meglio operatore economico (come minimo broker) della parabola dei talenti o delle mine, oppone l’obiezione di principio:
“Non mi farò mezzo del tuo profitto, quello stesso che poi, contestualmente, sarà anche il mio”.

Ho anche fatto osservare che è la medesima obiezione di I. Kant quando asserisce come sommo principio che l’uomo non deve mai essere “mezzo” ossia partner.

É come la famosa “invidia del pene”:
che non è desiderio di averlo, ma la dura volontà che non goda nessuno, definizione dell’invidia, che è anche il massimo vizio politico-economico, oggi alle stelle.

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[1] Corso 2010-2011 “La perversione al bivio” di Società Amici del Pensiero.Studium Cartello.

lunedì 21 febbraio 2011

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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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