SEXYTHEORY IN SEXYTHEATRE

Quello di questi giorni, in cui un’erotomania totalizzante occupa menti e palazzi nazionali e mondiali, è un Teatro in cui tutto è quello che sembra:
il Teatro della Sessualità.

E’ “La Sessualità” come ne parlo da anni, non un istinto o tendenza naturale o animale, bensì la Teoria dell’esistenza di un istinto cui la Credenza dà massima adesione, con compulsione fino al fanatismo odierno (con tutte le loro orge i Romani antichi non erano fanatici della Sessualità).

“Teatro e “Teoria” sono quasi la medesima parola in greco, e per questo il Teatro greco – in questo momento penso ad Aristofane con le sue Donne in Parlamento – è rimasto insuperabile:
per la stessa ragione Platone odiava il Teatro, perché questo scopriva troppo la Teoria.

Lo spettatore è forse smarrito, partecipa però del fanatismo anche nella riprovazione morale e politica:
e dato che “La Sessualità” di cui siamo zimbelli (A. Schopenhauer) è una Teoria generale, “sotto-sotto” c’è anche consenso generale, salvo idee moralizzanti ed educative ma della Teoria stessa ossia nella stessa barca.

Data la generalità della Teoria, non mi meraviglia poi tanto che per una volta siano proprio delle Alte Cariche – aristofaneschi Uomini in Parlamento – a salire sulla scena, essendosi fatte prendere la mano a interpretare la generalità stessa, nulla di privato.

La Teoria che recitano non cesserà solo perché loro usciranno di scena:
mandar”Lo” a casa va bene, ma tutto sta a ciò che è e resta la mia casa, che solitamente non è in buona salute né in buono Stato.

Nulla di animale, o basso, ma solo “umano troppo umano” secondo la formula di un celebre scrittore ottocentesco:
è solo sublime, che significa il basso del più alto, o anche “superio” nella sua oscenità:
un’oscenità che sequestra sessi per nulla osceni specialmente nel loro gradimento.

Anche le damigelle implicate partecipano della Credenza, ma a tratti con spunti di virtuosa inclinazione a perdere la fede.

Più a loro che all’osceno e feroce Moralista, superio o sublime, affiderei i miei figli figlie comprese.

mercoledì 19 gennaio 2011

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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