SOCIETÀ “AMICI DEL PENSIERO” 11 – COMMENTI 9: IL TRIBUNALE FREUD

Terzo derivato di tale Ordine: il Tribunale Freud

C’è una Costituzione in virtù di un Principio, “l’albero si giudica dai frutti”. Essa può essere definita Rettitudine del pensiero, pensiero di natura, ortodossia del soggetto, come legge di moto del corpo nell’universo dei corpi. La sua sede è individuale. Res cogitans sì ma extensa, e come tale Istituzione del pensiero (distinta dalla contrapposta Istituzione dell’Oggetto).

Agli uomini è tradizionalmente attribuita sì una Costituzione, ma naturale-biologica, non una Costituzione giuridica (a parte il pallido tentativo del “Diritto naturale”, sempre senza copertura economica come d’altronde i “Diritti umani”).

Di questo Principio può venire posta una legislazione giuridica, positiva per atti positivi del pensiero. La sua Carta semper condenda ha ricevuto il nome Ordinamento giuridico del linguaggio, come nomi di atti prima che di cose.

Vero che incontriamo il pensiero e il suo Ordinamento nell’esautorazione e nella derivante patologia (sono qui da richiamare le due parole freudiane Vernichtung-annullamento e Zerstörung-distruzione): ma ciò malgrado il pensiero resta in-domito – è ciò che bene o male è stato chiamato “inconscio” da Freud -, lasciando traccia e testimonianza di sé, attuale e non solo archeologica, e non sempre virtuosa. L’esiliato picchia, non bussa, anche facendosi male alle mani.

La triplice Norma fondamentale (3° Articolo) si pone tra la Costituzione e il suo Ordinamento: essa designa l’amicizia del pensiero (genitivo soggettivo) costituendosi, secondariamente e realisticamente, come amicizia del pensiero (genitivo oggettivo), come Amicizia per esso o alleanza con esso.

Questa si costituisce (nel senso di “costituirsi parte civile” motu proprio) come giudizio su ostilità e indifferenza (omissione con sistematizzazione) per il pensiero, ambedue imputabili come forme di avversione al pensiero stesso.

Il “Tribunale Freud” è nato diversi anni fa per rispondere a queste due specie dell’imputabilità (anche nel caso della patogenesi).

Esso corrisponderebbe al Tribunale penale, la materia del suo giudizio essendo l’illecito nei riguardi del pensiero con effetto di danno: ma resta da cogliere il privilegio dato da un tale Tribunale al giudizio come esso stesso sanzione (rispetto alla pena come sanzione), e sanzione non vendicativa né correttiva né educativa.   …

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Pubblicato sul sito www.culturacattolica.it   sabato 7 novembre 2009


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Data di pubblicazione: 05/06/2016



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