SOCIETÀ “AMICI DEL PENSIERO” 8 – COMMENTI 6: LA NUOVA ENCICLOPEDIA

Edificabilità di un Ordine giuridico del linguaggio, o la nuova Enciclopedia.

Liberaci da labbra dolose (Salmo 11, 3).
Ogni atto [come la “cosa” prima di ogni cosa, ndr] avrebbe dovuto portare il nome che l’uomo gli avesse dato (Genesi 2, 19)
.

Si tratta di rifare la bocca al pensiero, al pensiero amico, quello dell’albero antefatto dei frutti: risulterà un Ordine giuridico del linguaggio, come risultato di ogni “uomo di buona volontà” in forza-virtù del pensiero amico stesso, autonomamente dagli studi (non esistono studi introduttivi all’Amicizia del pensiero: questa precisazione può rendere amichevoli verso gli studi, anziché ostili come la maggior parte degli studenti).

Basti qui un passo non tramontato preso da “L’Ordine giuridico del linguaggio”:
“Questo Ordine giuridico del linguaggio costituisce un nuovo inizio rispetto a quello che era già stato un nuovo inizio, il Pensiero di natura: ne è il proseguimento in estensione nella forma di un Primo diritto positivo come psicologia della vita quotidiana.

Rifare la bocca al pensiero.

Questa formula definisce altrettanto bene il lavoro dell’Enciclopedia del pensiero di natura – inclusiva della Scienza della psicopatologia -, e il lavoro psicoanalitico nella cura.

Anche più concisamente: questo Ordine è l’abito di un corpo animato dal pensiero di natura.

Con una formula di anni fa: si tratta di riscrivere tutte le mappe.

L’Ordine o ordinamento giuridico del linguaggio non è una scoperta, meno ancora una Teoria: è il risultato di un lavoro di redazione – ossia è posto, positivo come si dice ‘diritto positivo’ -, la redazione di un’alternativa.

Meglio ancora, di un’alternativa a quella che già nasceva come alternativa al pensiero, cioè secondariamente come errore e patologia.

Non manca la scoperta, quella che risulta dall’invenzione dell’alternativa come tale.

L’alternativa esiste”.

Sarebbe un giorno davvero luminoso per l’umanità, quello in cui fosse fatto Ordine del linguaggio a proposito dell’“amore”, la più equivoca se non insensata delle parole, crocevia di tutti gli inganni. Abbiamo già criticato l’ “amore” come nome di un presupposto inverificabile e di una presupposta “esigenza”, così come l’innamoramento-enamoration come haine-amoration cioè odio e odio per il pensiero (“perdere la testa” o “colpo di fulmine” ad opera del “Dio malvagio” Eros).  …

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Pubblicato sul sito www.culturacattolica.it  venerdì 23 ottobre 2009


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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