THE WASTE PARADISE

Faccio il verso a T. S. Eliot, “The Waste Land”, “La terra desolata”, caricandola logicamente.

Il Paradiso delle Urì è noto (per modo di dire), e non è specialmente islamico, infatti una simile fantasia è universale, anzi è ecumenismo di massa, supera i limiti di religione, razza, nazione, forse perfino galassia:
si tratta di deliziose fanciulle in servizio permanente effettivo di baldi uomini che in terra hanno dimostrato la loro baldanza in fede e probità.

Funzionerà?, la risposta è ovviamente no, su ambedue i versanti:
su quello maschile, perché tali fanciulle potrebbero solo essere, se funzionasse, dei cyborg sofisticati (la pornofantascienza ha già detto tutto in materia), il che farebbe presto cascare gli ardori dei più robusti amatori, che non vedrebbero alcuna differenza dalla masturbazione autogestita, e finirebbero per lasciar cadere anche questa;
su quello femminile, perché le ragazze, se non fossero dei cyborg, non rinuncerebbero ad almeno un po’ di sano femminismo, ma ciò obbligherebbe “Dio” a rivedere i suoi programmi magari solo con qualche concessione, ma si sa come finiscono queste cose, tu gli dai un dito e quelli ti fanno la rivoluzione:
certo, potrebbe non fare concessioni, ma allora quelle danno la scalata al cielo:
essendo il più forte potrebbe mandarle tutte all’inferno, ma così peggiorerebbe le cose.

Infatti quei baldi ragazzi, privati della loro ricompensa darebbero a loro volta la scalata al cielo, con la conseguenza sì di finire anche loro all’inferno, ma … che cosa?

Il fatto è che, essendo finita male per ragazzi e ragazze, poi finirebbe male anche per “Lui”:
vero che potrebbe rifugiarsi nell’eterna autosufficienza o mono-teismo di “Dio”, che non ha bisogno di nessuno e dunque che vadano tutti all’inferno senza che “Lui” ne sia turbato:
ma allora perché essersene dato pensiero, perfino averli creati?:
potrebbe solo darsi dell’idiota eternamente, ossia vivere di un turbamento eterno, con l’eterna tentazione di un impossibile suicidio, o un’impossibile eutanasia.

De-solate le donne, de-solati gli uomini, de-solato “Dio”:
è il senso del Monoteismo, trovarsi solo equivale a non esistere, o peggio.

Ma i Sapienti, un tempo chiamati “Gnostici”, hanno poco da fare gli spiritosi disdegnando tutto questo materialismo popolar-erotico:
uomo-e-donna infatti è una questione di logica, già introdotta ai “tempi” di Adamo e Eva, che compromette anche “Dio”.

La sua questione è quella di sapere se ne è all’altezza:
la sua soluzione è “Tutti gay”?:
almeno sedici secoli fa qualcuno lo aveva già pensato, ne testimonia S. Agostino (“De Civitate”).

giovedì 18 febbraio 2010

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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