TWITTER

Anche Twitter, come tutta la tecnologia informatica, chiama-eccita a pensare:
quel pensare che è il talento e unico talento di un soggetto, atto a non trattare i talenti come oggetti bensì come materie prime da elaborare secondo principio di profitto.

Che l’informatica chiami a pensare, lo ho già mostrato a proposito del trauma patogeno come trauma del pensiero:
è come un virus informatico, pensiero esso stesso, che attacca come trauma il precedente e normale pensiero.

Ne ho appena dato un esempio tra cento con la zizzania linguistica “La bellezza dell’asino” (18 novembre) che, inseritasi nel pensiero prima che questo abbia avuto il tempo-antivirus ossia critico (distintivo), lo danneggia vita natural durante:
a volte però la grazia dell’antivirus psicoanalitico riesce contro il peccato dell’ostilità  al pensiero ec-citando la libertà di questo.

La zizzania in generale, o virus generale, ha ricevuto anni fa il geniale notorio nome “Y love you”.

Raccolgo la sfida già lanciata da altri a scrivere un romanzo nelle 140 battute di Twitter:
la considero un’idea brillante, e realizzabile almeno per il “caso” da psicoanalista, per il quale centoquaranta battute bastano e avanzano:
si tratta di scrivervi quel perdere la testa, condizionato dal trauma-virus, che chiamiamo rozzamente “fantasma”, il quale è quel “nobile” schema soggetto-oggetto (causalità umana, amore-innamoramento) che fa realtà, la nostra mondiale:
ma vi trova posto anche quel lavoro intellettuale di compromesso che, anche nella patologia, anche nel peggio, fa reale malgrado il fantasma.

Nulla poi impedisce che le 140 battute diventino un romanzo (dramma patologico incluso) di centinaia di pagine:
narrazione di un’ontogenesi che ricapitola-drammatizza (“gran teatro del mondo”) la filogenesi.

Dico caso, non caso “clinico”, perché la clinica ne è solo la componente secondaria cioè derivata, nella sua produzione così come nella sua guarigione.

La realtà è legami sociali:
il reale è un incipiente legame sociale.

Milano, 01 dicembre 2009

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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