UNA DIGNITÀ CHIAMATA “UOMO”

Le varie dichiarazioni di dignità dell’uomo sono come quelle che ne asseriscono i diritti:
non hanno efficacia, non hanno validità, e quanto a darle copertura economica tutti i Parlamenti del mondo riderebbero sguaiatamente.

La dignità non è un valore (la parola “valori” continua a farci da specchietto), è un posto (come il Quirinale), che per essere deve venire posto e occupato:
i poveri non lo hanno, dunque non hanno dignità, aveva ragione l’Internazionale a chiamarli “dannati della terra”.

C’è dignità solo di un’Istituzione, e allora si tratta di far passare l’individuo, il pensiero individuale, a Istituzione:
lo è l’individuo capace di porre quel posto, di prendere e trattare la realtà come terra, una terra ordinata dal regime dell’appuntamento, cioè un Legislatore capace di una legislazione che altrimenti non arriverebbe mai:
appuntamento di corpi in un universo di corpi, a partire dal muovere la lingua perché parlare è moto del corpo, non esiste “La Parola” (vedi La terra abitata (male), oikoumène, giovedì 8 gennaio):

più volte ho detto e ripetuto che un tale individuo è una san(t)a sede, la sede della dignità, senza attendere che qualcuno la promulghi vanamente:
se qualcuno la ponesse, la sua parola sarebbe “vangelo”.

Applicativamente, vorrei che le analisi, quelle di Freud, terminassero almeno con il sentore di un tale posto:
il cui esercizio non è la protesta, il vandalismo, l’ostilità, l’opposizione neppure in un Partito di opposizione, meno ancora il terrorismo, non il comando, e neppure la domanda, né la satira che raramente è dignitosa.

I francesi, dimentichi del loro retaggio illuministico, hanno confuso gravemente satira (anche repellente) e critica (vedi Inerme Charlie Hebdo, venerdì 9 gennaio), il che mi fa dire “Je ne suis pas Charlie”:
e poi, come hanno potuto i superstiti peggiorare le cose con quel poster in cui il Profeta viene obbligato a dire “Je sus Charlie”, per di più perdonandolo ma di che? (vedi Dio perdona io no, mercoledì 7 gennaio):
cosa gli è venuto in mente di fare i cristianucci ucci ucci?:
in Italia abbiamo l’espressione triviale ma efficace “Si sono bevuti il cervello”, hanno perso la testa prima che qualcuno gliela tagli:
badiamo a noi se vogliamo badare all’avversario.

giovedì 15 gennaio 2015

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Pubblicato su www.giacomocontri.it


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Data di pubblicazione: 05/06/2016

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