VERGINITÀ MASCHILE?

Questo tema è appena uscito allo scoperto [1].

All’epoca dei miei studi medici l’embriologia mi interessava, non tanto però da cercare di sapere la genesi biologica di quella pura inutilità che è l’imene, anche più inutile dell’appendice:
si vede che in me era ancora operante il tabù della verginità, ma forse anche negli embriologi, non ho indagato, nei ginecologi senz’altro.

Insomma, per quale infortunio biologico – almeno non si dica “Dio lo vuole!” – le dame non partono già da quelle gentili seconde seconde labbra femminili?:
certo non per farci dispetto − anche se poi ci saranno donne dispettose −, perché la natura è sì frigida e spesso matrigna ma non dispettosa:
lo sarà poi il tabù della verginità, fantasma di fonte maschile a dispetto delle donne, che trae pretesto, non origine, da una banalità naturale per poi passare a una serie di stupide atrocità.

Tra queste, quella che non è neppure un fantasma, l’idea fasulla di verginità maschile:
essa è già culturalmente presente nella corrente fraseologia volgare:
“ti spacco …”, “rottin…”, o più gentilmente ma non diversamente “pulzello” da “pulzella”, fr. “puceau” da “pucelle”, e mi stupirebbe se qualcuno non avesse già scritto “Il Pulzello d’Orléans”, eroe se non santo.

Di questa fraseologia osservo la volgarità intellettuale prima che verbale, perché si regge su un’analogia che non regge:
secondo la quale in quella celebre “prima volta”, però riferita all’uomo penetrato da un uomo, si produrrebbe per l’ano maschile l’analogo di ciò che si produce per l’imene:
non dico “imene femminile” appunto perché non ne esiste il corrispettivo maschile.

Possono esserci uomini in cui questa stupida analogia trans-gredisce in delirio (paranoico).

Secondo la mia esperienza già logicamente un po’ visitata, affinché un figlio maschio passi a questa volgarità mentale, con o senza delirio, occorre un padre assai poco versato in fatto di donna e pensabile come puro sodomita, e proprio per questo idealizzante:
l’idealizzazione, la produzione intellettuale di Ideale o Idea, anche platonica, è incredibilmente debitrice del disturbo intellettuale intorno alla donna, facendone e facendola nulla approfittando del nonnulla imeneale:
io faccio del mio meglio per farla non-nulla, a condizione della sua collaborazione, né posso né devo né voglio fare tutto da solo.

Non dovrebbe sfuggire che in fondo al processo di idealizzazione c’è l’omicidio.

PS

Lasciamo in pace la celebre Madonna, alla quale della verginità come valore in sè non poteva importare di meno, diversamente dalla divulgazione madonnica che ci sevizia da secoli, posta com’è al servizio del tabù:
infatti, una volta concessala come virgo in senso tecnico − non si pensa mai che questa concessione è di puro pensiero non di fede −, si annota che lo è stata perché:
1° la sua fecondazione artificiale (“miracolosa”) da parte dell’augusto Sposo (incesto padre-figlia) non comportava tecnicamente quella certa banale alterazione che non altera proprio nulla;
2° e perché in seguito si è mantenuta fedele, bontà sua, al medesimo Sposo, e io non sono mentalmente tanto indiscreto da curiosare circa il regime della sua soddisfazione:
perché, diversamente da quello che si crede degli psicoanalisti, io non scruto l’“intimo” umano, sono un puro comportamentista, e parlare è comportamento (grammaticale, sintattico eccetera):
dunque la verginità in sè, pura sì ma come la sordida “purezza” kantiana, spassionata e disinteressata, non ha in questa donna alcun ruolo, non era una brava ragazza (tutto ma non questo!).

Sotto sotto, ma non ditelo a nessuno, anche a Gesù viene addossata la verginità maschile, un paranoico insomma (accenno appena che qui si aprirebbe un lungo file, collegato al file della verginità pura della Madonna, una combinazione che ammette come sola alternativa quella tra paranoia e perversione):
quanto basta a certi paranoici per delirarsi come Gesù, o almeno come Eroi:
ho appena riferito, non per la prima volta, la critica di Freud all’Eroe della Civiltà, prima Prometeo poi Ercole [2]:
so che i comics di Supereroi vendono, il che dovrebbe darci almeno un’indicazione sommaria sulla diffusione della paranoia.

___________

[1] É accaduto sabato 22 maggio nell’ambito del Seminario di letture freudiane promosso da Maria Gabriella Pediconi all’Università di Urbino.
[2] Vedi “Freud a Mussolini”, sabato domenica 15-16 maggio.

martedì 25 maggio 2010

Download

Pubblicato su www.giacomocontri.it


Download

File Dimensione del file
pdf 100525TH_GBC3 266 KB

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.

Copyright © 2020 Giacomo B. Contri - C.F. CNTGMB41S04E379X
Copyright - Contatti - Tutela della Privacy - Cookie Policy


Credits


Data di pubblicazione: 05/06/2016

Su questo sito molte funzionalità sono rese possibili dall’uso di cookie (tecnici o di terze parti) che vengono installati nel Suo dispositivo.
Per l’uso dei cookie di terze parti abbiamo bisogno del Suo consenso: per sapere quali usiamo e come gestirli può leggere la nostra COOKIE POLICY e decidere liberamente quali attivare o come bloccarli; in questo caso alcune funzionalità potrebbero non essere più disponibili.